Il Tribunale di Potenza ha annullato una sanzione disciplinare ingiustamente inflitta ad una docente da un dirigente scolastico.

Il giudice ha motivato la sentenza spiegando che “a prescindere da quelli che sono stati gli esiti dell´istruttoria compiuta (che hanno ridimensionato la portata della contestazione disciplinare)” sono state ravvisate “lacune nell´articolazione della contestazione disciplinare” si legge nella sentenza “che non possono non avere inciso sul corretto esercizio del diritto di difesa peccando in termini di mancata specificità. Ne è prova la stessa impostazione difensiva dell´amministrazione resistente che” spiega il giudice monocratico “nell´essere così articolata e compiuta, è venuta a implementare quello che però doveva già essere cristallizzato in fase disciplinare”.

In sintesi, il dirigente scolastico aveva indicato nella contestazione riferimento giuridici inesatti e aveva narrato il fatto ritenuto antidoveroso in modo troppo generico. In ciò precludendo alla docente la possibilità di esercitare compiutamente il proprio diritto di difesa, fermo restando che, nel corso dell´istruttoria, era stato accertato che il fatto era meno grave di quanto fosse stato ritenuto dal dirigente. In pratica, il dirigente aveva chiesto alla docente di far uscire dall´aula due alunni e la docente aveva opposto il suo diniego perchè stava spiegando.

All´esito del giudizio il giudice ha annullato la sanzione ed ha anche condannato l´amministrazione al pagamento di 3mila euro di spese legali più IVA e contributi previdenziali per l´avvocato.

Il ricorso è stato patrocinato dalla Gilda di Potenza, la difesa tecnica è stata assunta dall´avv. Enzo Faggella.

Pubblichiamo di seguito il testo della sentenza previa cassazione dei riferimenti alle persone e all´istituzione scolastica di servizio: il fine delle nostre battaglie è solo quello di affermare i principi a tutela della dignità della professione docente.

Sanzione annullata, la Gilda vince ancora!


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