Diploma magistrale : tra il vuoto della Politica e l’incertezza del Diritto

 

 

Diploma magistrale: tra il vuoto della Politica e l’incertezza del Diritto

 Gilda degli insegnanti di Venezia,  28.12.2017

 – E’ giunto il momento che la politica si assuma le proprie responsabilità: bisogna trovare una via d’uscita che eviti il ricorso ai tribunali e garantisca i diritti di tutti i soggetti coinvolti.

 Tutti i Ministri dell’istruzione dei governi che si sono succeduti in questi anni hanno continuamente cambiato le carte in tavola in tema di reclutamento, penalizzando ogni volta quei docenti che avevano avviato o già terminato un percorso di abilitazione seguendo i percorsi tracciati dalle leggi vigenti. Queste continue modifiche hanno portato a tanta confusione e ad una tale stratificazione normativa che ha proliferato migliaia di ricorsi.

E’ in questa cornice che va inserita oggi l’ormai tanto discussa sentenza dell’Adunanza Plenaria del 20 dicembre 2017 che sancisce l’esclusione dei diplomati magistrali dalle Graduatorie ad Esaurimento negando nelle sue 37 pagine la validità di tutte le sentenze pregresse emesse dal Consiglio di Stato stesso fin dalla sua prima pronuncia.

Ciò ha generato una frenetica rincorsa al ricorso, corteggiando i diplomati magistrali ante 2001 e avviando rimescolamenti nelle GaE di tutta Italia.

La Gilda Degli Insegnanti di Venezia ha avuto invece fin da subito il coraggio di non mettersi in scia non del tutto convinta che la sentenza definitiva potesse essere positiva per i ricorrenti. A coloro che si sono rivolti a noi abbiamo sempre ribadito che i ricorsi possibili non davano accesso a diritti acquisiti e che non davano alcuna certezza nel risultato prospettato dagli interessati. Così abbiamo perso molte iscrizioni ma non abbiamo creato effimere e false speranze tra i tanti precari che si trovavano fuori dalle GaE.

Anche in considerazione di quei circa 20 mila docenti precari storici delle Graduatorie ad esaurimento di infanzia e primaria ai quali nessuno ha dato voce nel corso degli ultimi tre anni quando, per gli inserimenti giudiziali, questi stessi hanno perso ruoli e supplenze.

Ma soprattutto la Gilda Venezia è convinta che il proprio ruolo non può essere quello di sostituirsi ad un ufficio legale che promuove continui ricorsi di tutti contro tutti e su tutto. La scuola pubblica si merita ben altro come ben altro meritano i suoi docenti che svolgono un’attività intellettuale oggi misconosciuta.

Aver lasciato all’Adunanza Plenaria dirimere una questione che politica e Ministero potevano risolvere in modo tempestivo ed indolore per tutti i soggetti coinvolti (molte e da tempo le proposte inascoltate sul tavolo) assumendosene la responsabilità, è il segnale che lo Stato ed i suoi organi hanno abdicato al loro ruolo ed alla loro funzione in modo definitivo, hanno prima sottovalutato e poi scaricato la patata bollente su altri come confermano le dichiarazioni dei politici della Ministra dei vari funzionari interpellati su tale tema negli ultimi due anni.

E’ tempo che tutte le voci in causa siano ascoltate (come hanno fatto i giudici della Plenaria), che nessuno sfugga alle proprie responsabilità così che tutti i soggetti coinvolti nella diatriba non debbano, per l’ennesima volta,  tutelarsi da soli verso le non decisioni di uno Stato incapace troppo spesso di garantire la certezza del diritto.

Gilda degli Insegnanti della Provincia di Venezia

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