Cosa sono le RSU

Le prime elezioni RSU nel pubblico impiego si sono svolte il 22, 23 e 24 novembre 1998. Due anni dopo – tra il 13 ed il 16 dicembre 2000 – si è votato per la prima volta nella scuola. Le ultime elezioni si sono svolte tra il 3 ed il 5 marzo del 2015 e le prossime elezioni RSU si terranno il 17, 18 e 19 aprile 2018. Per chi non lo sa RSU vuol dire Rappresentanza Sindacale Unitaria, ed è un organismo sindacale che esiste in ogni luogo di lavoro pubblico e privato ed è costituito da non meno di tre persone elette da tutti i lavoratori iscritti e non iscritti al sindacato.

La normativa che fa da quadro alla loro attività è l’Accordo Collettivo Quadro per la costituzione delle Rappresentanza Sindacali Unitarie per il personale dei comparti delle Pubbliche Amministrazioni e per la definizione del relativo Regolamento Elettorale del 7 agosto 1998. Il primo passo per la loro legittimazione è la partecipazione al voto di almeno il 50% +1 degli elettori. Se questo non avviene, la RSU non si costituisce e occorrono nuove elezioni.

Vengono presentate liste dai sindacati ma chi ne fa parte può anche non iscritto a quel sindacato, in ogni caso gli eletti dovrebbero rappresentare tutti i lavoratori e non il sindacato nella cui lista sono stati eletti. Una RSU controlla l’applicazione del contratto (per esempio controlla la distribuzione delle somme ai lavoratori e ne garantisce la completa trasparenza) e/o può trasformare un particolare problema in una vertenza. La RSU può anche cercare di risolvere un contrasto tra lavoratore e datore di lavoro, per poi passare, eventualmente, la tutela al sindacato e ai legali.

La RSU rimane in carica tre anni. Dopo tale scadenza decadono e si devono fare nuove elezioni. Sono previsti poi i casi di dimissioni degli eletti, la loro sostituzione e l’eventuale decadenza prima del termine.

Il delegato RSU ha una tutela rafforzata rispetto a quella data ad ogni lavoratore ed è titolare di diritti come l’uso della bacheca, la convocazione di una assemblea (ad esempio per discutere la distribuzione del fondo di istituto) e l’uso di permessi retribuiti, che spettano alla RSU nel suo insieme e non ai singoli componenti.



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