RISCATTO LAUREA : anche rateale e anche parziale ( es. 2 anni invece di 4 )

La laurea può essere riscattata in modo rateale, in un massimo di 120 rate mensili distribuite in un totale di 10 anni, senza alcun aggravio di interessi.

E’ possibile richiedere il riscatto solo di una parte del percorso di studi: ad es. due dei quattro anni di laurea.

Solo se il richiedente necessita del relativo accredito contributivo per potere accedere alla pensione (es. assicurato dipendente del settore privato di sesso maschile con 40 anni e 10 mesi di contributi al 2017, che intende accedere al pensionamento anticipato e riscatta entro il 31.12.2018), l’onere andrà interamente sostenuto prima della decorrenza della pensione.

Le indicazioni provengono dalla guida di Consulenti Studi Fondazione del Lavoro

GUIDA PER IL RISCATTO DELLA LAUREA

Il riscatto pensionistico del corso di laurea   Caratteristiche, punti di forza e ipotesi per una sua
“liberalizzazione”

Nel nostro ordinamento previdenziale, il riscatto del corso di studi è disciplinato in  particolare da due articoli del D.lgs. 184/1997, emanato nella cornice delle  disposizioni attuative della riforma pensionistica del governo Dini del 1995 e  completato a seguito della Legge 247/2007. La norma novellata del 1997 riordina  le disposizioni “sparse” contenute nei diversi provvedimenti che si erano succeduti  con la L. 153/1969 e il d.l. 30/1974. In particolare, la prassi regolatoria emanata  dall’Istituto è da individuare nelle Circolari n. 162/1997, n.82/2004 e n.29/2008.
Chi può riscattare il corso di laurea?
All’interno del sistema pensionistico INPS, il soggetto che può esercitare il riscatto, nelle modalità disciplinate dalla norma entrata in vigore il 12 luglio 1997, è da  individuarsi nei lavoratori dipendenti iscritti all’assicurazione generale obbligatoria
(il Fondo Pensione Lavoratori Dipendenti), ai fondi esclusivi e sostitutivi (come la  Gestione ex INPDAP confluita in INPS dal 2012), alle gestioni speciali dei lavoratori  autonomi (Artigiani e Commercianti) e alla Gestione separata di cui al comma 26  dell’ art. 2 della Legge 335/1995.
Sulla scorta dei principi generali e della giurisprudenza consolidata sul tema (si  segnala la sentenza della Corte di Cassazione sez. Civile n. 18238 del 13 giugno/21  dicembre 2002) per potere riscattare il periodo di studi in una delle suddette  gestioni, lo stesso dovrà collocarsi cronologicamente dopo l’istituzione della
gestione in esame, il 1959 nel caso della gestione Artigiani ad esempio. Per la più  giovane delle Gestioni INPS, ovvero la Gestione Separata, come chiarito dall’Istituto .
APPROFONDIMENTO
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Con Circolare n. 82/2004, al punto 3.1, il riscatto sarà richiedibile solo per periodi di  studio collocati successivamente al 31 marzo 1996. Il riscatto potrà essere richiesto  anche da soggetti già titolari di pensione.
Dall’1 gennaio 2008, il riscatto del periodo di laurea può essere richiesto anche da  soggetti inoccupati (L. 247/2007, art. 1 c. 77) attraverso il pagamento di un onere  stabilito forfettariamente sulla base del minimale di reddito previsto nella Gestione  Commercianti nell’anno di richiesta del riscatto.
I requisiti per poter accedere al riscatto sono i seguenti:
1) l’interessato deve avere conseguito il proprio titolo di studio al momento della  domanda;
2) i periodi oggetto di riscatto non devono risultare già coperti da contribuzione  sia presso il Fondo cui è diretta la domanda stessa sia presso altri regimi  previdenziali, fatta eccezione esclusivamente per le Casse Professionali.
Cosa si può riscattare?
Sono oggetto di riscatto ex art. 2 D.lgs. 184/1997 gli anni della sola durata legale  del corso di studi di laurea. Nel caso di una laurea triennale in Economia, ad  esempio, se il soggetto richiedente ha impiegato 4 anni a conseguire il titolo di  studio, solo i primi tre anni saranno riscattabili. Il periodo riscattabile sarà  considerato sempre al netto di eventuali periodi contemporanei già coperti di  contribuzione (es. lavoro part-time contestuale alla laurea o contemporaneo al  servizio militare). Chi richiede il riscatto potrà frazionare il periodo, riscattandone  anche solo una parte, pagando un onere riproporzionato rispetto alle effettive
settimane contributive riscattate.
I titoli ammessi a riscatto, a condizione che siano stati conseguiti dal richiedente, sono quelli individuati dalla L. 341/1990 (includendo i corsi disciplinati dai Decreti  del MIUR 503/1999 e 270/2004):
  • Laurea a ciclo unico, vecchio ordinamento (es. 4 anni Laurea in Giurisprudenza)
  • Laurea triennale
  • Laurea Specialistica o Magistrale  ( 2 anni )
  • Laurea Magistrale a ciclo unico ( es. 5 anni LMCU in Giurisprudenza


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