U. Galimberti ,filosofo, riconosce il ruolo dei maestri !!

 

dal blog del maestro Scialpi, 18.3.2018

– U. Galimberti, un filosofo. Abituato a porre  la formazione dell’uomo e del cittadino come priorità assoluta, riconosce il ruolo dei maestri.

La dichiarazione di U. Galimberti

Al contrario di molti intellettuali, i filosofi sono stati formati all’uso consapevole della parola. Questa si declina spesso in aggettivi. Sempre pesati e “pesanti”. Nulla è “liquido”! I loro discorsi e parole incidono, penetrano, lasciano il segno.
E’ il caso di di U. Galimberti, filosofo “greco” sul quale mi sono soffermato l’altro giorno.
Ha dichiarato ” “I genitori devono difendere sempre gli insegnanti altrimenti minano la sfera dell´affettività e dunque la crescita dei loro figli. Alle maestre occorrerebbe dare lo stipendio dei professori universitari perché fanno un lavoro pazzesco. Occorrono insegnanti affascinanti ma oggi il ragazzo si deve ritenere fortunato se su nove docenti ne ha due carismatici”

L’aggettivo fa la differenza

Lavoro pazzesco“. A mio parere, l’aggettivo aumenta il valore della dichiarazione. Si contrappone alla ricorrente immagine di un insegnante che ha “tre mesi di ferie l’anno, quindici giorni…”
Provo a dare alcuni significati alla determinazione.
Pazzesco, rimanda al numero dei ragazzi per classe ( 25-35) che aumenta esponenzialmente la complessità dell’atto educativo. Questo per rivestire i caratteri costituzionali ( art. 3, 34 ) deve essere efficace su ogni bambino, ragazzo. Diversamente la scuola non riesce ad incidere sulle differenze inziali, certificando uno status quo preoccupante.  Spesso i maestri hanno di fronte personalità in crescita, indifese e spaesate. Pedagogicamente fragili per l’assenza delle famiglie che spesso delegano. E di fronte a questi casi, sempre più di norma il loro lavoro diventa difficile, pazzesco, tenendo conto anche lo scarso supporto organizzativo e di risorse fornito dall’Amministrazione.
Pazzesco, rimanda al bombardamento acustico che caratterizza le nostre aule e che facilita il burnout.
Pazzesco richiama la passione oltre misura ( stipendio inadeguato, scarsa considerazione sociale)  che caratterizza l’impegno di molti docenti. Su quest’ultimo elemento non mi trovo d’accordo. Comunque questo è un dato di fatto!

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