Una parte dell’aumento svanirà come la carrozza di Cenerentola. Allo scoccare della mezzanotte del 31 dicembre 2018. E a rimetterci di più saranno paradossalmente i dipendenti con gli stipendi più bassi. La sorpresa si chiama ‘elemento perequativo’ ed è nell’accordo per il rinnovo del contratto degli statali, siglato dopo otto anni di blocco e diversi mesi di trattative. E in base al quale i vari comparti, dai lavoratori dei ministeri a quelli della sanità, hanno siglato intese subito prima delle elezioni. Ora però si scopre una falla: nella fretta, spiega Il Sole 24 Ore, si era stabilito di dare a tutti un aumento pari al 3,48%. Ma quella quota, si è scoperto poi, avrebbe garantito i promessi 85 euro lordi mensili in più solo ai ministeriali, che hanno buste mediamente più pesanti. Di lì la decisione di ricorrere a incrementi temporanei. Destinati a sparire nel 2019, a meno che non si trovino le risorse per stabilizzarli. “Aumento a elastico”, lo definisce il Sole 24 Ore. Secondo cui, ulteriore beffa, ad essere più colpiti saranno gli statali che guadagnano meno.FONTE: IL FATTO  QUOTIDIANO