Istruzione professionale , le novità per l’anno scolastico 2018/2019

 

E’ stata diramata l’annuale circolare ministeriale sugli organici 2018/2019 che fornisce diverse indicazioni per la scuola, per quanto riguarda tutti gli ordini e i gradi.

Abbiamo analizzato i punti in merito la scuola primaria, la scuola dell’infanzia e la scuola media, e la scuola superiore, mentre in questa scheda ci occuperemo delle novità in merito all’istruzione professionale, prendendo in riferimento la scheda Flc Cgil.

Istruzione professionale

In via preliminare, possiamo dire che dal prossimo anno scolastico 2018/2019 saranno ridefiniti i percorsi di passaggio al nuovo ordinamento di cui al DLgs 61/17 a partire dalle classi prime.
Pertanto i nuovi quadri orari sono quelli definiti nell’allegato B del suddetto decreto. Le istituzioni scolastiche hanno facoltà di utilizzare (in relazione al PTOF, quindi su delibera del Collegio dei docenti) la quota di autonomia del 20% dell’orario complessivo del biennio e dell’orario complessivo del triennio.

Esistono però alcuni vincoli:

– per gli insegnamenti e le attività dell’area generale la diminuzione del monte ore per il biennio e per ciascuna classe del triennio non può superare il 20%

– per le classi relative agli insegnamenti e all’attività di indirizzo deve essere garantito il monte ore minimo previsto dai quadri-orari.

Per gli insegnamenti dell’area di indirizzo, il sistema informativo è predisposto per caricare il monte orario minimo lasciando alle istituzioni scolastiche la possibilità di ridistribuire la quota residua
secondo il fabbisogno orario delle classi di concorso opzionabili.

Gli apporti orari che si andranno a determinare, andranno a sommarsi ai previsti del vecchio ordinamento delle classi seconde, terze, quarte, quinte, nonché a quelli degli altri ordinamenti, se trattasi di IIS.
La costituzione di nuove cattedre non può generare esuberi nel relativo ambito territoriale.

Percorsi di istruzione e formazione professionale (IeFP)

Per quanto riguarda il raccordo con il sistema IeFP e la sussidiarietà tra i sistemi, è bene sottolineare che saranno oggetto di un altro Decreto Interministeriale in corso di elaborazione.

– I percorsi triennali per l’acquisizione delle qualifiche sono realizzati dalle Regioni.
– I percorsi IeFP possono essere realizzati dagli Istituti Professionali in regime di sussidiarietà.
– Gli studenti che chiedono di iscriversi alla classe prima degli indirizzi quinquennali degli IP possono contestualmente chiedere di poter conseguire, a conclusione del terzo anno, una delle 22 qualifiche professionali previste dall’Accordo in Conferenza Stato-Regioni. A tal fine gli IP propongono, agli studenti stessi, soltanto percorsi di qualifica correlati agli indirizzi quinquennali frequentati.

Tuttavia, l’organico assegnato alla scuola non è separato, e l’attivazione dei percorsi IeFP non comporta risorse aggiuntive perché dovrà rientrare nel limite del numero di classi definito.

Le classi iniziali degli Istituti Professionali che attivano anche i percorsi IeFP sono formate sul numero complessivo degli studenti iscritti.
L’assegnazione dei docenti alle classi IeFP e/o a quelle IP sarà effettuata dal dirigente scolastico sulla base dei criteri deliberati dagli organi collegiali, resi oggetto di adeguata informativa sindacale.

Ufficio tecnico

La procedura da seguire per gli uffici tecnici (negli istituti tecnici tecnologici e professionali industria e artigianato), prevede che l’autorizzazione sia concessa dall’USR e non più dal MIUR.
Inoltre può essere attivato un solo ufficio tecnico per ogni istituzione scolastica, compresi gli istituti costituiti da entrambi gli ordinamenti.

Pertanto, la scuola, tramite il dirigente scolastico, dovrà fare la richiesta all’US Territoriale chiedendo un posto in organico per un Insegnante Tecnico Pratico (ITP) della propria scuola (se appartenente a classe di concorso in esubero in provincia); oppure comunque un posto di ITP, sempre per classe di concorso
in esubero nella provincia;

• gli Uffici Scolastici Territoriali dovranno verificarne le condizioni di fattibilità, come da circolare, e comunicare le richieste all’USR;

• l’USR, una volta verificato che il posto richiesto stia nei limiti del contingente di posti attivabili in diritto nella provincia ed in regione (si può chiedere altra classe di concorso “solo” se non c’è affatto esubero in provincia tra gli ITP), autorizza direttamente le richieste.

 Fonte : Tecnicadellascuola

 

 

 



Condividi!

Facebook

Potrebbero interessarti anche...