30 ore di lavoro a settimana, per i nuovi assunti. Ai “vecchi” la scelta se aderire o no

Questa una delle precisazioni comparse oggi sul quotidiano “Il Corriere della Sera” sul tema lanciato dalla nostra redazione circa un possibile aumento delle ore contrattualizzate dei docenti da 18/22 a 30. Il Corriere ha approfondito la questione sentendo uno dei membri della commissione che ha proposto l’idea.

Far emergere il lavoro sommerso

La persona intervistata è Giancarlo Cerini che ha precisato che lo scopo della proposta  non è di aumentare le ore di insegnamento, ma di far in modo che il lavoro sommerso dei docenti venga valorizzato.

Obbligo per neoassunti

La proposta, si tiene a precisare, potrebbe essere valida, qualora si attuasse, per i nuovi assunti. Ai docenti già di ruolo verrebbe, invece, chiesto se aderire ad un cambio di orario tra: orario-base, part-time e orario potenziato.

All inclusive

Ricordiamo che la commissione ministeriale ha avanzato la possibilità di istituire  ore di lavoro dei docenti “all inclusive” in cui vengo incluse le ore di insegnamento diretto, le attività di tutoraggio, accompagnamento, recupero, momenti di studio, progettazione e formazione. Secondo le ipotesi avanzate durante i lavori, le ore complessive si aggirerebbero sulle 30 settimanali.

Profili orari

Una proposta che si lega ad una modifica dei profili orari, con un doppio profilo contrattuale: con orario potenziato, con orario-base, con orario part-time, e possibilità di optare rispetto ai contingenti previsti per ogni istituzione scolastica.

30 ore a scuola?

Ma si fa presto a dire 30 ore di lavoro“, afferma la giornalista del Corriere. “Dove per esempio? A scuola, a casa? A fare che cosa? Su questo la commissione non si esprime perché il tema è solo accennato. Tanto per cominciare indicare che gli insegnanti devono restare 30 ore nella scuola significa anche mettere a disposizione spazi per lavorare e fare le varie attività che ora le scuole non hanno. Ma, come dice Cerini, per il momento quella della definizione dell’orario è solo materia di «riflessione culturale».



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