Stipendi, gli aumenti netti non dovrebbero superare i 50 euro e arriveranno a giugno

Il rinnovo contrattuale per il triennio 2016-2018 produrrà un’emissione speciale di maggio per gli arretrati, mentre verrà considerato nel cedolino solo a partire dal mese di giugno. Gli aumenti dipenderanno dall’anzianità di servizio e come scrive Italia oggi “sono stati calcolati al lordo dipendente: una formula che indica l’importo comprensivo dei contributi previdenziali a carico del lavoratore (11%), dell’Irpef e delle tasse comunali e regionali”. Visto che gli importi che verranno poi versati netti in busta paga dipendono dalle trattenute, alla fine l’aumento per tutti dovrebbe aggirarsi intorno ai 50 euro “a prescindere dalla qualifica ricoperta e dall’anzianità di servizio”.

Questa che è una stima è stata fissata considerando che i dipendenti con una minore anzianità di servizio avranno – in genere – un’aliquota Irpef inferiore e un minore importo della contribuzione previdenziale. Giusto per fare un esempio: un docente di scuola superiore con 30 anni di anzianità avrà diritto a 106,7 euro di aumento lordo mensile. Da questa cifra andranno tolti i contributi previdenziali a carico del lavoratore (11%), per un aumento al netto di questa voce pari a 95 euro. Da questa somma dovrà poi essere tolta l’Irpef – al 38%. Si arriva così ad un aumento netto di 59 euro. E da questa cifra bisognerà ancora togliere l’addizionale Irpef comunale e regionale (-2,5%). Alla fine in busta paga arriveranno solo 55 euro netti.



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