Graduatorie interne di istituto: come operano le precedenze per la disabilità personale. Chi deve essere escluso

 

 

Affinché le scuole operino in modo corretto indichiamo di seguito le due categorie coinvolte.

DISABILITÀ PERSONALE: ART. 21 E ART. 33 COMMA 6 LEGGE 104/92

Nel punto III dell’art 13/1 del CCNI 2017 (prorogato per il 2018) ci sono due categorie di disabili che sono esclusi dalla graduatoria interna di istituto, che sono indicati al punto 1 e 3:

  • disabili di cui all’art. 21della legge n. 104/92, richiamato dall’art. 601 del D.L.vo n. 297/94, con un grado di invalidità superiore ai due terzi o con minorazioni iscritte alle categorie prima, seconda e terza della tabella “A” annessa alla legge 10 agosto 1950, n. 648.
  • personale appartenente alle categorie previste dal comma 6, dell’art. 33 della legge n. 104/92, richiamato dall’art. 601, del D.L.vo n. 297/94.

QUALI CERTIFICAZIONI SONO VALIDE

Nell’art 4 dell’O.M. 2018 è previsto che “Per le persone disabili che si trovano nelle condizioni di cui all’art. 21, della legge n. 104/92 è necessario che risulti chiaramente, anche in certificazioni distinte, la situazione di disabilità e il grado di invalidità civile superiore ai due terzi o le minorazioni iscritte alle categorie prima, seconda e terza della tabella A) annessa alla legge 10.8.50, n. 648, riconosciute al medesimo.”

Per le persone disabili maggiorenni di cui all’art. 33, comma 6 della legge n. 104/92: nelle predette certificazioni deve risultare la situazione di gravità della disabilità.

Vi è quindi una differenza: per i primi, non è indicato che la disabilità debba essere “grave”, purché “accompagnata” da un’invalidità superiore ai 2/3. Quindi disabilità (art 3 comma 1 legge 104/92) e invalidità quest’ultima superiore ai 2/3.

Per i secondi, invece, è espressamente indicato che la disabilità deve avere il carattere della gravità.

Ciò è infatti conforme con quanto prescritto dalla legge 104/92 laddove prevede:

  • per art 21 al comma 1:

La persona handicappata con un grado di invalidità superiore ai due terzi o con minorazioni iscritte alle categorie prima, seconda e terza della tabella a annessa alla legge 10 agosto 1950, n. 648, assunta presso gli enti pubblici come vincitrice di concorso o ad altro titolo, ha diritto di scelta prioritaria tra le sedi disponibili.”

  • Mentre l’art 33 comma 6 stessa legge:

La persona handicappata maggiorenne in situazione di gravità può usufruire alternativamente dei permessi di cui ai commi 2 e 3, ha diritto a scegliere, ove possibile, la sede di lavoro più vicina al proprio domicilio e non può essere trasferita in altra sede, senza il suo consenso.

In conclusione:

chi è persona disabile e ha anche una invalidità di almeno i 2/3 (le due condizioni devono necessariamente coesistere) è escluso dalla graduatoria di istituto anche se la disabilità è senza la condizione di gravità.

Mentre chi è disabile in condizione di gravità è altresì escluso dalla graduatoria interna ma può non avere la certificazione di invalidità. In questo caso quindi “basta” la condizione di gravità della disabilità.

COME OPERA L’ESCLUSIONE

Il comma 2 dell’art. 13 dispone che I docenti beneficiari delle precedenze previste ai punti I), III), IV) e VII) di cui al comma 1 del presente articolo e riconosciute alle condizioni ivi indicate… non sono inseriti nella graduatoria d’istituto per l’identificazione dei perdenti posto da trasferire d’ufficio, a meno che la contrazione di organico non sia tale da rendere strettamente necessario il loro coinvolgimento (es. soppressione della scuola, ecc.).

Tra le condizioni ivi indicate è previsto che le precedenze art. 21 e art. 33 comma 6 possono essere usufruite all’interno e per la provincia in cui è ubicato il comune di residenza.

Il personale, di cui ai punti 1) e 3)può usufruire di tale precedenza all’interno e per la provincia in cui è ubicato il comune di residenza

  • Orizzonte Scuola, 7.5.2018


Condividi!

Facebook

Potrebbero interessarti anche...