MANCANO 2.400 DIRIGENTI A RISCHIO UNA SCUOLA SU TRE

Una volta, quando lo studente arrivava a scuola impreparato o mancava di rispetto al suo insegnante, veniva spedito in presidenza. Una volta, oggi non più. Visto che nelle scuole mancano sia il preside che il direttore. E il prossimo anno scolastico sarà anche peggio: rischia infatti di aprirsi nel caos. Negli istituti, dalle materne alle scuola superiori, restano vacanti migliaia di posti nella dirigenza: mancano infatti all’appello i presidi, migliaia dei quali impegnati nelle reggenze e quindi divisi tra decine di scuola, e i direttori dei servizi generali e amministrativi, meglio noti negli istituti come Dsga, sono figure fondamentali nelle scuole e nella loro gestione perché si occupano dei servizi amministrativi e contabili e dell’intera organizzazione svolgendo funzioni di coordinamento anche nella gestione degli amministrativi, dei tecnici e degli ausiliari.

RUOLO DELICATO

Un ruolo centrale, spesso anche senza riconoscimenti visto che in molti lamentano il fatto di non rientrare neanche nelle categorie che possono ricevere il bonus per il merito. A mancare dunque sarà sia la guida del preside sia quella dell’amministrativo. Una scuola senza capo, quindi. In questa situazione ci sono migliaia di scuole. Nell’anno scolastico in corso, il 2017-2018, i posti vacanti e disponibili per i Dsga sono circa 1.700, su un totale di poco più di 8mila scuole.
Ma da settembre prossimo l’emergenza è destinata a crescere raggiungendo quota 2.400, vale a dire il 30% del totale necessario. Il disagio nelle scuole è reale e in aumento tanto che si parla da tempo dell’apertura di un concorso per coprire i posti vacanti o, almeno, parte di essi. Ma la procedura non è mai stata avviata e per ora non sono in vista assunzioni per l’anno scolastico 2018-2019.
Dall’Anquap, l’Associazione nazionale quadri delle amministrazioni pubbliche, parte l’appello per l’emanazione del concorso da parte del ministero dell’istruzione ma, stante la fase di stallo politico, è difficile che ciò possa accadere. L’unica speranza per limitare i danni è che arrivi un intervento legislativo per procedere alle immissioni in ruolo nel corso dell’anno scolastico 2018/2019. Restano in attesa, per ora, anche i presidi che, proprio a causa della mancanza di dirigenti scolastici, si ritrovano a far fronte all’emergenza gestendo due o più scuole nello stesso momento. Si tratta delle temute reggenze: nell’anno in corso sono state 1.800. Significa che 3.600 scuole hanno avuto un preside a metà. Considerando che ogni scuola o istituto comprensivo può avere diversi plessi, va da sé che un preside può ritrovarsi a dover guidare fino a 20 sedi diverse, anche a chilometri di distanza. E il lavoro, in questo modo, diventa impossibile. La figura del dirigente scolastico si allontana dai docenti, dagli studenti e dalle loro famiglie.
In questa situazione si ritroverà probabilmente la maggior parte delle scuole. Nell’anno in corso infatti gli istituti che avrebbero avuto diritto ad avere un preside sono 8.100, a questi vanno aggiunte le 360 piccole scuole che, avendo pochi studenti, per legge non possono avere il dirigente e vengono assegnate in reggenza. Per un totale di 8.460 sedi ma per loro sono stati solo 6.900 i dirigenti in servizio. Significa quindi che le 1.800 reggenze hanno generato un totale di 3.600 scuole con preside a mezzo servizio: oltre il 40% degli istituti.

NUOVI PENSIONAMENTI

Da qui a settembre altre centinaia di dirigenti andranno in pensione e la quota delle scuole in reggenza arriverà a superare il 50%. Per ovviare a questo problema, che va avanti da anni, è stato emanato un concorso per assumere 2416 dirigenti scolastici a cui si aggiungono 9 posti destinati alle scuole del Friuli Venezia-Giulia con lingua di insegnamento slovena. Sembrava fatta ma qualche giorno fa il ministero dell’istruzione ha comunicato lo spostamento della data per la prova preselettiva, che prevede 100 domande in 100 minuti: era prevista per il 29 maggio ma verrà svolta il 23 luglio prossimo.
La prova potrebbe subire ulteriori slittamenti o comportare comunque disagi ai candidati visto che, per quella data, potrebbero essere ancora in corso gli esami di maturità a cui partecipano come commissari anche molti docenti candidati al concorso. E comunque non sarà possibile arrivare a settembre con i vincitori in presidenza. se ne riparla, se tutto va bene, per il 2020.

 

da Il Messaggero   Lorena Loiacono

 

 



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