Ancora una volta un chiarimento : quali sono i compiti e gli impegni degli insegnanti dopo il termine delle lezioni

 

 

Il tempo è l’unico bene prezioso e nessuno può rubarlo.

Il CCNL degli insegnanti è in vigore dal 2006, e non è stato cambiato neanche da quello firmato per rinnovo nel 2018 che all’art 1 comma 10 né conferma la validità.

Eppure, dopo 12 anni ancora siamo qui a dover chiarire quali sono i compiti e gli impegni degli insegnanti dopo il termine delle lezioni.

Continuamente riceviamo segnalazioni dai docenti di ordini di servizio spesso orali che li obbligano a fare le cose più disparate quali per esempio riordinare il materiale didattica, catalogare i libri, ecc.. tutte attività che non rientrano nei compiti del docente.

Facciamo il punto.

L’attività didattica inizia il primo settembre e termina il trenta giugno, mentre le lezioni iniziano generalmente intorno al 15/16 settembre e terminano intorno al 8/9 giugno.

Il rapporto di lavoro degli insegnanti è regolato da un contratto di natura privatistica, quindi ad una prestazione (impegni lavorativi) corrisponde una controprestazione (misero stipendio).

Gli impegni dei docenti sono articolati in attività di insegnamento 18, 22+2, 25 ore di lezione a secondo degli ordini di scuola, e attività funzionali all’insegnamento 40+40 ore che devono essere programmate all’inizio dell’anno scolastico nel piano delle attività proposto dal DS e deliberate dal Collegio dei Docenti.

Quindi un percorso lineare abbastanza chiaro che nelle singole scuole diventa “a soggetto” del DS di turno (e quel che è ancora peggio del responsabile di plesso collaboratore del DS che non ha alcuna competenza, alcun titolo ad impartire disposizioni), così ci sono scuole che impongono ai docenti di essere presenti a scuola tutti i giorni della settimana dalle…. alle….. senza programmare attività ma solo presenza a scuola e questo generalmente si ripete dal 1 di settembre fino all’inizio delle lezioni e cosi anche dal termine delle lezioni fino al temine delle attività didattiche cioè al 30 giugno.

Queste sono tutte azioni che configurano un abuso di potere da parte di chi le mette in atto.

Come bisognerebbe operare correttamente.

Il DS nel primo consiglio utile all’inizio dell’anno scolastico presenta al CD il piano delle attività che viene deliberato con gli impegni delle 40 + 40 ore dal 1 di settembre al 30 giugno. Il CD lo delibera con le opportune modifiche se lo ritiene. Questi impegni possono essere modificati dal DS motivandoli nei tempi e modalità previsti.

Non sono previsti ordini verbali, se non in caso di assoluta urgenza e poi ratificati per iscritto, ma circolari con indicata l’attività che deve essere svolta dettagliatamente e che deve riguardare la funzione docente non mansioni del personale di segreteria. Inoltre, devono essere indicati i tempi di inizio e termine dell’attività. La somma di queste ore deve corrispondere alle 40 ore per le attività collegiali (consigli di classe, interclasse, intersezione, i consigli di classe per scrutini non sono soggetti al tempo), e 40 ore per altre attività (collegio dei docenti, incontri scuola famiglia, verifiche), cioè il piano deve contenere tutte le attività con le ore ad essa dedicate e bisogna fare attenzione a non superarle. I consigli di classe per scrutini non sono soggetti al tempo. Rimangono fuori dalla programmazione le attività individuali (correzione compiti, preparazione delle lezioni ed altro).

Quando si richiedono prestazioni lavorative (perché tali sono le richieste dei DS o del suo collaboratore), bisogna pretendere che queste siano date per iscritto e che siano puntuali non generiche ed attinenti alla funzione docente. Le comunicazioni verbali si giustificano solo in caso di urgenza, esempio, se bisogna intervenire in una classe alla presenza degli allievi, altrimenti non si giustificano.

Lamezia Terme, giugno 2018

Responsabile, FGU Gilda – Unams Calabria Antonino Tindiglia



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