Decreto milleproroghe: gli emendamenti che riguardano la scuola


Con la soppressione del comma 3-quinqies dell’articolo 6 del decreto milleproroghe approvato dal Senato – che a sua volta modificava l’articolo 14 del decreto legge 2016/11 – viene cancellato un “errore” commesso al Senato che consentiva agli abilitati ed ai diplomati magistrali prima dell’anno scolastico 2001/2002 di inserirsi nelle Gae. La modifica ora cancellata era in contraddizione con altri provvedimenti – come il decreto dignità. Le Gae continuano a non poter avere alcun nuovo inserimento – c’è in cantiere il concorso riservato per diplomati magistrali e laureati in scienze della formazione primaria con almeno due anni di servizio.

Vaccini. Uno degli emendamenti al milleproroghe estende anche per quest’anno scolastico la possibilità di produrre un’autocertificazione al posto della documentazione attestante l’avvenuta vaccinazione – ci vuole comunque la documentazione originale entro il 10 marzo del 2019.

Esame di Stato. Viene differito al prossimo anno scolastico il requisito della partecipazione alle prove Invalsi e dello svolgimento dell’alternanza scuola-lavoro per accedere alla Maturità – vale sia per i candidati interni che per i privatisti. Si spera che il passo fatto sull’alternanza scuola-lavoro sia solo l’inizio di un processo che modifichi profondamente quanto previsto su questo tema dalla cosiddetta legge della buona scuola.

Bonus 500 o Bonus docente. Il decreto milleproroghe prevede di estendere la possibilità di utilizzare le somme non spese relative all’anno scolastico 2016/2017.

Sono stati soppressi i commi 3 bis, 3 ter e 3 quater introdotti all’articolo 6 dagli emendamenti del Senato. Le norme soppresse correggevano il DLgs 64/17 e riguardavano la proroga (a domanda) fino a 6 anni dei mandati di quattro anni, la riduzione da 6 a 3 anni del periodo di interruzione fra due periodi di servizio all’estero e la riduzione da 6 a 3 anni del periodo da assicurare all’estero per ottenere la destinazione. Vengono infine sanate alcune criticità relative alle scuole italiane all’estero. Sarebbe ora di tornare a non regolare i complessi problemi relativi alle scuole italiane all’estero con uno strumento rigido come quello legislativo. Queste problematiche dovrebbero essere regolate con il contratto.



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