Gli insegnanti hanno diritto a 9 giorni di permessi retribuiti


I docenti hanno diritto ad avere dei permessi retribuiti. Lo dice l’art.15, comma 2, del CCNL scuola 2006/2009 (rimasto in vigore visto l’art.1, comma 10, del CCNL scuola 2016-2018), che stabilisce il limite massimo fruibile per anno scolastico: nove giorni. I docenti di ruolo hanno il diritto ad avere 3 giorni di permesso retribuito per motivi familiari o personali – che possono essere estesi, per gli stessi motivi, di altri sei giorni (di ferie).

La normativa di riferimento, per quanto riguarda i permessi retribuiti, è il Contratto collettivo nazionale della scuola. A tal riguardo l’art.15, comma 2, del CCNL scuola 2006-2009, , dispone per i docenti di ruolo il diritto a fruire tre giorni di permesso retribuito per motivi familiari o personali, inoltre estende questo diritto, per gli stessi motivi, alla fruizione di sei giorni di ferie.

Ecco cosa dice testualmente il CCNL: “Il dipendente, inoltre, ha diritto, a domanda, nell’anno scolastico, a tre giorni di permesso retribuito per motivi personali o familiari documentati anche mediante autocertificazione. Per gli stessi motivi e con le stesse modalità, vengono fruiti i sei giorni di ferie durante i periodi di attività didattica di cui all’art. 13, comma 9, prescindendo dalle condizioni previste in tale norma”.

La norma è confermata anche dalla nota prot. n. 17637 del 18/12/2014 dell’ARAN secondo la quale, se i 6 giorni di ferie a disposizione durante le attività didattiche vengono fruiti come “permessi personali o familiari”, il docente con contratto a tempo indeterminato avrà in totale 9 giorni sottratti alla discrezionalità del dirigente – dovranno essere documentati con un’autocertificazione.

Alcuni Dirigenti scolastici tentano di non concedere i 6 giorni aggiuntivi affermando che questo diritto sarebbe stato abrogato. Non è così. La legge di bilancio 2013 si riferisce solamente alle ferie fruibili con l’art.13 del CCNL. Non abroga l’art.15 comma 2 e il suo ultimo periodo – del resto il parere dell’ARAN è successivo alla legge di bilancio 2013 e conferma questo diritto.



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