Tar Lazio : i genitori possono prendere visione degli elaborati dei figli con relative correzioni e annotazioni

 

Il genitore ha diritto di accesso alle prove scritte della figlia, inteso come diritto comprensivo, non solo della mera visione dell’elaborato, ma anche di ottenerne copia conforme dall’Istituto Scolastico.

 

E’ il principio sancito dalla recente pronuncia del TAR Lazio sex III bis il 19/6/18 (N. 06849/2018 REG.PROV.COLL. – N. 03361/2018 REG.RIC.), in allegato, nel caso di una madre separata che si era vista respingere la richiesta di estrarre copia conforme degli elaborati scritti –e relative annotazioni- della propria figlia dalla Professoressa e dagli Organi responsabili dell’Istituto Scolastico.

 

Il diniego era stato motivato dal fatto che l’accesso ai documenti sarebbe stato consentito solo a conclusione del processo di valutazione, essendo gli elaborati degli studenti comunque offerti in visione ai genitori dagli insegnanti nel corso dei colloqui infra annuali.

 

I Giudici laziali, invece, sulla scorta di una giurisprudenza ormai consolidata, secondo la quale: “è pacifico che i genitori di alunni minori siano titolari di un interesse qualificato a prendere visione degli atti relativi alle varie fasi di svolgimento dell’attività scolastica dei figli, purché aventi una diretta relazione con gli studi da questi compiuti e suscettibili di produrre effetti nella loro sfera di interessi.” (T.A.R. Calabria- Catanzaro, Sez. I, 13.2.2017, n. 230; T.A.R: Campania – Napoli, Sez. V, 12.10.2003, n. 12996), decidevano per affermare recisamente il diritto della madre ad ottenere l’accesso agli elaborati della figlia.

 

Diritto comprendente, non solo la visione degli scritti, ma anche l’ottenimento delle copie, con le relative annotazioni valutative operate dai docenti, come momento funzionale all’obiettivo educativo di prendere contezza delle carenze del ragazzo, anche e soprattutto con fini correttivi (di solito gli stessi docenti privati di recupero domandano di poter visionare i compiti svolti dall’allievo al fine di appurare quali siano le faglie nella preparazione relativa alle singole materie di studio …).

 

Col diritto di accesso e di copia richiesto –secondo i Giudici amministrativi- il genitore né lede la sfera dei docenti nei cd. Processi selettivi, né soprattutto sarebbe consentito un controllo sull’operato dei professori e, genericamente, delle pubbliche amministrazioni, avendo la genitrice domandato l’accesso dei compiti e delle relative annotazioni riguardanti la figlia minore e non certo di documenti relativi agli esami.

 

Inoltre, sempre secondo il TAR Lazio, non costituisce valida esimente dall’obbligo di ostensione dei richiesti elaborati l’affermazione secondo cui in sede di colloqui con i genitori gli insegnanti consentono loro la visione degli elaborati. Non si vede, infatti, “il perché l’accesso debba essere limitato alla sola visione e non anche all’estrazione di copia degli elaborati stessi, facoltà nella quale si sostanzia maggiormente il diritto d’accesso.”.

 

Francesco Chieregato

Avvocato in Genova



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