DOCUMENTO DI ECONOMIA E FINANZA : ecco il testo integrale , ecco le pagine sulla scuola

 

Ecco il testo :

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Ecco le pagine sulla scuola

Istruzione e ricerca

Nel settore scolastico si intende sviluppare percorsi di cittadinanza attiva fin dal primo ciclo di istruzione, anche in sinergia con le associazioni e altre realtà territoriali. Con particolare riguardo agli strumenti per una educazione inclusiva e di qualità per tutti, sono allo studio diverse misure per garantire le prestazioni e

i servizi necessari per raggiungere la piena inclusione scolastica e assicurare il diritto allo studio agli studenti diversamente abili o con bisogni educativi speciali.

Oltre a ciò, si migliorerà la formazione iniziale dei docenti di sostegno, definendo degli indicatori per misurare la qualità dei processi di inclusione in ogni scuola anche al fine di ottimizzare le risorse e ridurre le disparità regionali,nell’ottica dell’armonizzazione del servizio su tutto il territorio nazionale.

Il Governo proseguirà gli sforzi diretti a limitare l’abbandono scolastico,incentivando gli studenti a proseguire gli studi, fino all’ottenimento di un titolo di scuola secondaria di secondo grado.

Saranno utilizzati nuovi strumenti per l’aggiornamento continuo e la valorizzazione professionale del corpo docente, attraverso la revisione del sistema di reclutamento e affrontando il problema dei trasferimenti, che limita un’adeguata continuità didattica. Sarà inoltre valorizzato il ruolo del personale amministrativo tecnico e ausiliario (ATA) anche attraverso la formazione in servizio del personale di segreteria.

Sono state introdotte alcune modifiche alla precedente Legge di riforma della scuola, in particolare, al nuovo esame di Stato al termine del secondo ciclo di istruzione. recentemente In base al decreto approvato23 è stato differito di un anno l’obbligo, ai fini dell’ammissione all’Esame di Stato, dello svolgimento della prova nazionale Invalsi; con lo stesso decreto è stata differita di un anno l’obbligatorietà ai fini dell’ammissione all’esame di Stato – dello svolgimento del monte ore di alternanza scuola-lavoro previsto.

Per quanto attiene alle modalità di accesso alla professione di docente, sono in corso di completamento le procedure previste dal decreto attuativo della riforma, ferma restando la volontà di pervenire ad una disciplina più organica in materia. È stato inoltre eliminato25 il termine massimo complessivo di durata previsto per i contratti a tempo determinato del personale della scuola, per la copertura di posti vacanti e disponibili.

Con riferimento all’inclusione degli alunni con disabilità – e in considerazione della centralità nel sistema di istruzione nazionale dei principi di inclusione scolastica – è stato costituito un gruppo di lavoro per l’accompagnamento delle misure attuative previste nella normativa in vigore26. Tale approccio è finalizzato

a consentire la piena integrazione delle alunne e degli alunni con disabilità, sulla base dei propri bisogni individuali e nell’ottica dell’autonomia, della partecipazione sociale e del miglioramento delle performance.

Per quanto concerne l’alternanza scuola-lavoro, oltre al già citato differimento dello svolgimento da parte degli studenti del monte ore di alternanza – quale requisito di ammissione agli esami di Stato si interverrà su tale istituto al fine di rendere i percorsi il più possibile orientativi e di qualità, rispondenti a

standard di sicurezza elevati e coerenti con il percorso di apprendimento dello studente interessato, anche relativamente al territorio di riferimento. In tal senso il monte ore globale verrà ridefinito in base al percorso scolastico.

Si intende tenere conto del ruolo strategico che l’apprendimento orientato al lavoro ha assunto nelle indicazioni europee in materia di istruzione e formazione, nell’ambito degli obiettivi di Europa 2020 anche al fine di un incremento dell’occupabilità dei giovani mediante più alti standard di formazione.

Tale modifiche tengono conto del fatto che le opportunità di collocamento professionale, nonché la connessa capacità di assumere un ruolo attivo nel lavoro,nella vita sociale, e nel proprio contesto sociale dipende non solo da competenze strettamente tecniche ma anche, in ugual misura, dall’acquisizione di abilità e competenze trasversali (soft skills o character skill). In quest’ottica si ritiene quindi necessaria una ridefinizione dei documenti tecnici di accompagnamento all’attuazione delle attività di alternanza scuolalavoro secondo l’orientamento della valorizzazione delle competenze trasversali.

Ai fini dell’ampliamento dell’offerta formativa saranno intraprese misure per assicurare il reclutamento dei docenti con titoli idonei all’insegnamento della lingua inglese, della musica e dell’educazione motoria nella scuola primaria anche utilizzando, nell’ambito delle risorse di organico disponibili, docenti abilitati all’insegnamento per la scuola primaria in possesso di competenze certificate.

Saranno dunque oggetto di valutazione nuove classi di concorso e i requisiti per accedere all’insegnamento di dette discipline nella scuola primaria. Occorre inoltre rivedere la disciplina (risalente al 1958) relativa all’organizzazione delle attività sportive scolastiche.

Altre azioni riguardano il sistema integrato di educazione ed istruzione. La precocità d’ingresso nel sistema di istruzione è riconosciuta come misura capace di accrescere il successo formativo nel corso della vita: in tal senso è necessario potenziare il segmento 0-6 anni. Va quindi integrata l’attuale normativa  prestando maggiore considerazione alle esigenze di educazione prescolare, in particolare nelle Regioni che ad oggi presentano un accesso ai servizi educativi per l’infanzia inferiore alla media nazionale. In questo senso si conferma il valore delle ‘sezioni primavera’, mentre occorre introdurre, nell’ambito delle risorse a legislazione vigente, una misura di perequazione che incrementi il Fondo nazionale relativo al sistema integrato.

La lotta alla dispersione scolastica, obiettivo fondamentale del Paese nel quadro europeo, passa anche per un incremento delle opportunità formative sul territorio. In questo senso sono state avviate, per il tramite dei Fondi Europei, una serie di misure per il potenziamento delle competenze di base e per la lotta alla dispersione anche attraverso offerte formative in spazi e tempi ulteriori rispetto alle ordinarie attività didattiche. A tal fine potrà essere incentivato e promosso,ove ne ricorrano effettivamente le condizioni, il tempo pieno e prolungato nella scuola del primo ciclo.

Nel corso del 2018 è stata data attuazione al Piano Nazionale Scuola Digitale in base alle tempistiche programmate. In considerazione di una necessaria revisione delle modalità di disseminazione delle metodologie didattiche è prevista l’attivazione di équipe a supporto delle istituzioni scolastiche nell’ambito delle

risorse previste a legislazione vigente.

Tra le misure per la sicurezza degli edifici scolastici, il MIUR, in collaborazione con l’Agenzia Spaziale Italiana e il Consiglio Nazionale delle Ricerche, ha avviato una mappatura satellitare degli edifici scolastici per poter verificare eventuali spostamenti degli stessi al fine di avviare tempestivamente i controlli. Sul portale del Ministero sono attualmente disponibili in chiaro tutti i dati presenti nell’anagrafe dell’edilizia scolastica

.Per quanto attiene al personale della scuola verranno riviste le modalità di reclutamento dei docenti di tutti gli ordini e i gradi scuola rendendo più snella e agevole la procedura e saranno attivati percorsi specifici sul sostegno. Sarà anche pubblicato un concorso per il reclutamento dei Direttori dei Servizi Generali e amministrativi (DSGA), mentre verrà rivisto il modello del corso concorso per il reclutamento28. In particolare, verrà scorporato il corso di formazione, si assumeranno in servizio i vincitori di concorso alla fine delle prove orali, previa pubblicazione delle graduatorie di merito, e sarà attivato un corso di formazione in servizio. Sarà così possibile coprire i posti vacanti e disponibili da settembre 2019. In ambito di collaboratori scolastici si studieranno misure per la loro stabilizzazione funzionale all’internalizzazione di alcuni servizi.

Infine, è stato siglato il provvedimento di ripartizione dei fondi che consente di erogare complessivamente circa 23 milioni per l’ampliamento dei percorsi formativi degli Istituti Tecnici Superiori (ITS) per l’anno 2018/2019. Gli ITS sono una realtà su cui il Governo intende puntare in maniera decisa, avendo dimostrato

chiaramente la loro efficacia nell’assicurare uno sbocco lavorativo ai propri diplomati. Verranno incentivati nuovi percorsi di Istruzione Tecnica Superiore in sinergia con le scuole superiori tecniche e professionali, il mondo del lavoro, le imprese, le micro realtà locali, le università, le filiere produttive. La creazione di nuovi ITS sul territorio nazionale permetterà un raccordo mirato al mondo del lavoro e darà nuovo impulso alla ricerca.

Nel settore universitario sono allo studio misure per agevolare l’accesso alla no tax area al fine di ampliare la platea di studenti beneficiari dell’esenzione. È prevista, inoltre, la stabilizzazione da parte delle Regioni del Fondo integrativo statale per la concessione di borse di studio per gli studenti meritevoli, ma privi di

mezzi e la semplificazione delle procedure amministrative necessarie all’erogazione delle borse di studio. Si procederà, infine, alla revisione del sistema di accesso ai corsi a numero programmato, attraverso l’adozione di un modello che assicuri procedure idonee a orientare gli studenti verso le loro effettive attitudini.

Nel settore della ricerca il Governo mira all’incremento delle risorse destinate alle università e agli enti di ricerca, agendo sia sui rispettivi fondi di finanziamento, sia per la ridefinizione dei criteri di finanziamento. E’ allo studio l’elaborazione di un piano strategico pluriennale per l’università e la ricerca che affronti in maniera unitaria le diverse problematiche che caratterizzano il settore dell’alta formazione e della ricerca. Saranno intraprese misure per migliorare la crescita professionale dei ricercatori, incentivando sia il sistema di reclutamento (con un piano straordinario di assunzioni) sia le progressioni di carriera degli

accademici e dei ricercatori degli enti di ricerca. Sono inoltre allo studio proposte per creare le condizioni affinché i giovani talenti possano rientrare in Italia e disporre di infrastrutture fisiche e tecnologiche adeguate e finanziate in maniera costante, nelle quali poter continuare a sviluppare l’attività scientifica.

Le risorse potranno derivare dalla collaborazione diffusa tra enti e mondo delle imprese, anche incentivando l’utilizzo dello strumento del partenariato pubblico – privato. Si introdurranno anche delle semplificazioni nei processi di acquisto di beni e servizi nel mondo della ricerca. Ulteriori risorse sono attese da finanziamenti europei, ed in particolare, dalla partecipazione alle azioni del Programma Quadro 2014-2020 in materia di ricerca e innovazione Horizon 2020.

Il Governo proseguirà gli sforzi diretti a sostenere un’ampia e qualificata partecipazione del nostro sistema della ricerca e dell’innovazione alle iniziative finanziate, o cofinanziate, dalla Commissione Europea e massimizzare i benefici del ritorno finanziario. Particolare attenzione è rivolta verso le infrastrutture e le

iniziative di ricerca di grande rilievo ed impatto per la società, come l’infrastruttura europea per il calcolo ad alte prestazioni, al fine di consolidare l’impegno organizzativo e politico profuso finora, valorizzare gli investimenti già effettuati e accedere agli stanziamenti previsti dalla UE.

Contemporaneamente, il Governo si impegnerà nella fase di negoziazione del prossimo Programma Quadro 2021-2027 per la ricerca e l’innovazione, Horizon Europe, con l’obiettivo di giungere ad un accordo sui contenuti che possa riconoscere, tra gli obiettivi politici a strategici, anche le principali priorità nazionali e possa garantire una partecipazione ampia ed efficace attraverso un regolamento più snello e aderente agli interessi nazionali.

Il Governo punta sul rafforzamento delle attività di ricerca, come leva per rilanciare l’economia; al riguardo sono in fase di avvio i lavori per l’aggiornamento del Programma Nazionale per la Ricerca 2015 2020, attraverso il quale si intende rafforzare gli investimenti pubblici e al contempo incentivare la

partecipazione delle PMI anche attraverso un’azione di stimolo del tessuto imprenditoriale. Mediante il PNR 2015 2020 vigente il Governo ha garantito la piena attuazione alle azioni di recente avvio sulla Strategia Nazionale di Specializzazione Intelligente (SNSI) e sul rafforzamento delle Infrastrutture di Ricerca già individuate dal Piano Nazionale per le Infrastrutture di Ricerca (PNIR) affinché possano configurarsi come attrattori delle attività di ricerca nazionali e internazionali.

Per garantire l’innovazione nella didattica – e in particolare quella digitale saranno poste in essere una serie di misure utili a qualificare l’offerta formativa on line e telematica delle università.

Infine nel settore dell’alta formazione artistica e musicale (AFAM) si procederà al completamento del processo di riforma del sistema di reclutamento,si valuterà un possibile piano di riassetto complessivo del sistema e di riordino dell’offerta formativa, definendo i criteri per l’attivazione dei corsi di specializzazione e di formazione; infine saranno introdotte misure finalizzate al miglioramento dell’internazionalizzazione della formazione superiore, intesa sia in termini di attrattività scientifico accademica, sia in termini di rapporti bilaterali.

Inoltre per gli AFAM si procederà, a legislazione vigente, alla statalizzazione dei conservatori, ove possibile.

Con riferimento al quadro disciplinatorio, la complessa normativa in materia di legislazione scolastica, universitaria, della ricerca e AFAM necessita di un riordino anche attraverso un’attività di redazione dei relativi codici.

 

 



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