Pensioni docenti, la quota 62+38 potrebbe scontentare molti


Il governo Conte ha detto in tutte le sue salse che con la manovra finanziaria vuole cambiare la legge Fornero con la famigerata quota 100. Non ci sono però i soldi per applicarla in pieno, ovvero non si può andare in pensione se la somma dei tuoi anni più i contributi versati arrivi a cento.

Le alternative sono due, nella quota 100 che verrà approvata sarà necessario avere un’età minima, oppure un certo numero di anni di contribuzione. La combinazione più probabile sarà quella di avere almeno 38 anni di contribuzione per arrivare alla tanto sospirata pensione.

L’obiettivo non dichiarato – dalla politica – è quello di restringere la platea dei beneficiari della pensione. Dalla quota 100 saranno penalizzati i lavoratori con meno di 38 anni di contributi che dovranno aspettare i fatidici 67 anni senza sconti. Fra di loro, con ogni probabilità ci saranno molti docenti, visto che la nostra carriera inizia normalmente con molte supplenze brevi o saltuarie – e quindi è più difficile maturare gli anni di contribuzione necessari per andare in pensione con questa quota 100.

 



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