Gli stipendi e i tagli nella scuola, aggiornamento


Tra meno di 48 ore tutto sarà più chiaro perché il governo dovrebbe pubblicare il Documento programmatico di bilancio. Intanto si moltiplicano le dichiarazioni. Il presidente della VII Commissione Cultura della Camera, in un suo post sulla sua pagina Facebook, scrive che “Gli investimenti in istruzione e cultura sono fondamentali. Dal Parlamento con le Commissioni Cultura di Camera e Senato abbiamo chiesto che in legge di bilancio ogni risorsa e ogni spreco risparmiato dai ministeri competenti siano reinvestiti sempre in Istruzione e Cultura, perché in Europa siamo ultimi in investimenti in Cultura e terz’ultimi in investimenti in Istruzione. Cultura e Istruzione generano lo sviluppo dell’immediato futuro”.

Dichiarazioni sicuramente condivisibili, ma come vi abbiamo scritto qualche giorno fa, la realtà sembra ben diversa. Nel Def non c’è nessun accenno al rinnovo contrattuale del CCNL che scadrebbe alla fine di quest’anno, e anzi nel 2020-2021, gli stipendi nella scuola subiranno una riduzione stimata in 300 milioni di euro – e i docenti italiani sono tra i peggio pagati in Europa.

Un altro punto dolente per la scuola è relativo a cosa succederà ai tagli che dovrebbero riguardare la scuola. Su un punto il vicepremier Luigi Di Maio ha fatto chiarezza: “C’erano soldi che non si spendevano per l’alternanza scuola-lavoro, perché molti dirigenti e docenti si rifiutavano di mandare gli studenti a friggere le patatine da Mc Donald’s e fare finta di fare alternanza scuola-lavoro, abbiamo preso una parte di quei soldi che non si spendevano e abbiamo scongiurato l’abbassamento degli stipendi agli insegnanti”.

Tradotto dal politichese significa che una parte dei fondi risparmiati dalla riduzione del monte ore – stabilita dal ministro Bussetti – dell’alternanza scuola-lavoro verranno destinati  a scongiurare il calo della retribuzione degli  insegnanti con minor anzianità di servizio, che potrebbero perdere, dal prossimo anno, circa  20 euro al mese – più o meno un quarto dell’aumento che avevano ottenuto nel 2018, se il governo Conte non trovasse i fondi per coprire la perequazione.

L’affermazione appare imprecisa, perché per evitare la riduzione dello stipendio per gli insegnanti con minor anzianità di servizio ci vorrebbero 300 miloni, e l’insieme dei fondi per l’alternanza scuola-lavoro non coprono questa somma. E all’appello mancano pure i fondi per pagare l’indennità di vacanza contrattuale – visto il contratto in scadenza alla fine di quest’anno.

 



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