Concorso a cattedra, cosa cambierà?

Come verranno cambiati i concorsi con il governo Lega-M5s? In questi giorni iniziano a circolare delle bozze degli articoli che riguarderanno questo punto e che verranno inseriti nella legge di Bilancio. Secondo questi documenti per accedere ai prossimi concorsi a cattedra, basterà avere la laurea ed aver conseguito i famigerati 24 crediti formativi in discipline antropo–psico–pedagogiche ed in metodologie e tecnologie didattiche.

Alcune categorie di soggetti non dovranno avere i 24 crediti sopraindicati per partecipare ai futuri concorsi. Saranno i soggetti con “abilitazione per altra classe di concorso o per altro grado di istruzione” – dovranno comunque avere il “titolo di accesso alla classe di concorso ai sensi della normativa vigente” – o i soggetti che abbiano maturato un servizio di almeno un anno in una delle classi di concorso presenti nei futuri bandi di reclutamento.

Il concorso sarà per il posto comune composto da tre prove contro le due previste per chi concorre ad un posto di sostegno. Per quanto riguarda la valutazione titoli: “dovrà essere valorizzato il titolo di dottore di ricerca, il possesso dell’abilitazione specifica già conseguita attraverso percorsi selettivi di accesso, il superamento di prove di un precedente concorso”.

Il superamento del concorso costituirà abilitazione all’insegnamento per le classi di concorso per le quali si è partecipato. I vincitori del corso dovranno partecipare ad un percorso annuale di formazione iniziale che con ogni probabilità dovrebbe essere il terzo anno del Fit. Le graduatorie dei vincitori avranno durata biennale. Dopo due anni il vincitore non assunto dovrebbe perdere ogni diritto, in corrispondenza della pubblicazione delle graduatorie del successivo concorso a cattedra. Gli rimarrà l’abilitazione all’insegnamento. Un titolo che potrebbe servire, ad esempio, per lavorare come docente negli istituti paritari.

Chi vince il concorso dovrà restare 4 anni nella stessa scuola in cui ha svolto l’anno di prova. Dovrebbe tramontare l’idea di una procedura ad hoc destinata ai precari senza abilitazione con 36 mesi di servizio. Per questi soggetti ci sarebbe una riserva dei posti del concorso (il 10%).



Condividi!

Facebook