Ecco come funzionerà la flat tax sulle lezioni private


Una delle novità per la scuola prevista nella legge di bilancio, è l’introduzione di una flat tax del 15% per i docenti che dal 2019 dichiareranno i compensi percepiti per lezioni private. I pochi docenti che fanno il loro dovere e dichiarano questi compensi come redditi occasionali pagano – tra Irpef e addizionali – imposte che possono superare il 45% di quanto hanno incassato.

Considerando che la più bassa aliquota Irpef è pari al 23%, non è complicato prevedere che molti dei docenti che danno lezioni private dichiareranno i compensi percepiti a questo titolo – a meno che molti pensino che qualche governo possa presto aumentare l’imposizione su questo tipo di attività.

La norma prevede che dal primo gennaio del prossimo anno, sui compensi relativi a lezioni private e ripetizioni, si applichi un’imposta sostitutiva dell’imposta sul reddito delle persone fisiche – l’Irpef – e delle addizionali regionali e comunali del 15%.
Gli insegnanti dovranno anche comunicare alla propria amministrazione l’esercizio di tale attività – ai fini della verifica di eventuali incompatibilità.

La flat tax dovrà essere versata entro il termine per il versamento dell’Irpef – e quindi per chi compilerà il modello Redditi 2020, entro la fine di giugno. Chi invece presenterà il 720/2020, si vedrà trattenere le somme dovute in busta paga. Per arrivare alla fase operativa sarà necessario arrivare all’approvazione finale della legge di bilancio per il 2019, a cui dovrà seguire un provvedimento del direttore dell’agenzia delle Entrate – che dovrà essere emanato entro 90 giorni dall’entrata in vigore della finanziaria.

Questo provvedimento dovrà stabilire le modalità per esercitare l’opzione della flat tax oppure l’imposta sul reddito ordinaria – ci sarà comunque questa opzione -, e i tempi per il versamento dell’acconto e del saldo dell’imposta sostitutiva.



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