Si può non promuovere senza la comunicazione ai genitori ? Ecco cosa ha detto la giurisprudenza amministrativa

Secondo un consolidato orientamento giurisprudenziale  ( Tar Lecce , Tar Torino, Tar Lazio, Tar Abruzzo ) la mancanza di attività di recupero e di informazione alla famiglia non pregiudica la non ammissione alla classe successiva , poiché si basa “sulla constatazione oggettiva dell’insufficiente preparazione dello studente e sul grado di maturazione personale dello stesso ” ( Tar Napoli 2009, Tar Pescara 2008 ).

Questo anche se l’accesso ai compiti è stato consentito con ritardo, perché il fatto di per sé non costituisce vizio idoneo a invalidare la valutazione espressa, anche se potrebbe, in astratto e salvo analisi dei vari elementi della fattispecie  “giustificare la tutela risarcitoria, ma non consentire l’ammissione della ricorrente all’anno successivo “. ( Tar Lombardia 2015 ).

Oltre a queste numerose sentenze ( non le abbiamo citate tutte ) , una considerazione va fatta anche sulla base del buon senso :

è vero che la pubblica amministrazione ha l’obbligo della trasparenza e deve garantire l’imparzialità e l’efficienza dei suoi organi, ma è anche vero che i genitori non possono fare come gli struzzi e non conoscere l’andamento scolastico dei figli, tanto più adesso , con il registro elettronico , che permette , in tempo reale , di essere informati sui voti.

Comunque sia , mette in evidenza il Tar  ” anche a voler ammettere che vi possa essere un difetto nelle comunicazioni tra istituto scolastico e genitori, ciò non può pregiudicare la valutazione effettuata dal Consiglio di Classe ” . conta soltanto il livello di preparazione raggiunto a fine anno dall’allievo”.

“E la mancata attivazione di percorsi di recupero non basta per annullare la non promozione alla classe successiva, Il Consiglio di Classe considera soltanto lo sviluppo degli apprendimenti e l’acquisizione di competenze “.

 



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