Tempo pieno in tutte le primarie : accantonato !

 

Apprendiamo , dal “Corriere della Sera ” e da un articolo de “Il Messaggero” che l’emendamento sull’introduzione del tempo pieno nella scuola primaria è stato archiviato , non bocciato , come inizialmente si pensava , ma , appunto, “accantonato” ,per usare l’espressione del presidente della VII Commissione ,Luigi Gallo .

Il quotidiano della Capitale riferisce : ” Sembrava tutto pronto ma, conti alla mano, qualcosa non è andato per il verso giusto. Le duemila maestre iniziali sono state ridotte a mille e ieri, nella discussione degli emendamenti alla Camera, è sparito quello presentato dalla VII commissione cultura.”

Un emendamento molto caro al M5S perché ,potenziando il tempo pieno si sarebbe dovuto necessariamente portare al Sud molti docenti, riuscendo così a far tornare a casa migliaia di maestre meridionali trasferitesi al Nord per insegnare.

Un emendamento molto caro  al M5S  per soddisfare le esigenze delle  maestre meridionali lontane da casa, e alla Lega visto che le ripercussioni dei trasferimenti delle maestre arrivano nelle scuole del Nord da cui i docenti vanno via appena possono tornare nelle province di origine.

Un emendamento molto caro in termini economici considerando che i costi sarebbero esorbitanti : è stato calcolato che per garantire davvero il tempo pieno ci vorrebbero  miliardi di euro considerando che, per trasformare le 86.658 classi normali a tempo pieno, dovrebbero  essere assunti 43.329 docenti che, ad oltre 32 mila euro annui per docente, costerebbero circa 1 miliardo e 400 milioni di euro. Ma non basterebbe  pensare solo alle maestre: lo Stato dovrebbe assumere , infatti , almeno 5 mila collaboratori scolastici per tenere aperte le scuole il pomeriggio con  un costo aggiuntivo di circa 120 milioni di euro.
 

 

l’emendamento che puntava a introdurre il tempo pieno nelle scuola primaria,



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