Pensioni, il taglio delle rivalutazioni previsto in manovra

I pensionati che troveranno in pagamento i loro assegni il giorno 3 gennaio, non si vedranno ancora tagliate le rivalutazioni dei trattamenti secondo la manovra gialloverde. In sostanza, gli assegni fino a 1.522,26 euro subiranno un aumento dell’1,1%,  le pensioni tra 1.522,27 e 2.537,10 euro l’incremento sarà dell’0,99%; per i trattamenti da 2.537, 11 euro in su sarà dello 0,825%. Con la nuova legge di Bilancio, verranno introdotti sette scaglioni per la rivalutazione delle pensioni. Fino a 1.522, 27 euro non ci saranno cambiamenti. Una pensione di 2.300 euro lordi nel 2018 passerà dai 2.324,44 euro di gennaio ai 2.319,48 per effetto delle novità introdotte dalla Manovra – nella rata di marzo i pensionati si vedranno detrarre l’eventuale maggiore rivalutazione ottenuta nel mese di gennaio.

La minore rivalutazione dovrebbe tradursi in una minore rivalutazione pari a poco più di 4 euro al mese per chi prende almeno 1.750 euro netti – ovvero 2.537 euro lordi. Cifre che quadriplicano passando ad una pensione di 4059 euro lordi (che diventano poco più di 2500 euro netti): in busta paga ci saranno circa 20 euro lordi al mese in meno.

 



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