Carige, cosa succederà ora a correntisti e azionisti

Banca Carige è da qualche giorno in amministrazione straordinaria. Un altro colpo ad una città già ferita a morte dalla tragedia del ponte Morandi. Attenzione però a non creare allarme. L’amministrazione straordinaria non è il bail-in e questa ipotesi – quella della risoluzione della banca non è prevedibile allo stato attuale. Il commissariamento voluto dalla  Bce resta orientato alla ricerca di soluzioni di mercato, ovvero l’obiettivo resto lo stesso degli ultimi mesi: trovare un socio forte.

Il fatto che due delle tre persone nominate come commissari – il presidente, Pietro Modiano, e l’amministratore delegato, Fabio Innocenzi – siano in fondo gli attuali amministratori accentua la continuità con la precedente gestione e rappresenta un’ulteriore garanzia di stabilità per i rapporti tutt’ora in essere.

Per quanto riguarda gli azionisti, l’unico effetto immediato è che non è possibile trattare sul mercato le azioni (bisogna attendere che la Consob riammetta le azioni alle contrattazioni). Bisogna valutare caso per caso, possono esserci perdite in conto capitale (che potrebbero diventare del 100% in caso di bail out). Se si arrivasse alla risoluzione di Carige (al momento non è un opzione), i correntisti sono comunque coperti dalla garanzia rappresentata dal fondo interbancario di tutela dei depositi.

 



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