Basta classi pollaio , Disegno di Legge Azzolina : non più di 22 alunni per classe

 

Oggi, presso la Commissione Cultura della Camera inizia l’esame del Disegno di Legge con prima firmataria Azzolina ( M5S ) che prevede non più di 22 alunni per classe , massimo 20 in presenza di studenti disabili , per le classi iniziali, comprese le sezioni  della scuola dell’infanzia.

Scrive l’onorevole Azzolina: “Ecco la mia proposta di legge contro le classi pollaio. Sarà una dura lotta ridurre il numero degli alunni per classe, ma con caparbietà e passione ci proveremo nel corso di questa legislatura. Ringrazio, in primis, Silvia Chimienti ed anche tutto il gruppo scuola M5S per l’aiuto che mi hanno dato e mi daranno in questa nuova sfida”.

I costi dell’operazione , sui quali dovrà  esprimersi il Mef per la copertura finanziaria del progetto ,  sono i seguenti :

338.500.500 euro per l’anno 2019, 1.180.000.000 per l’anno 2020, fino ad arrivare con il 2022 a 2.130.000.000 .

Ecco due articoli

articolo 1, comma 1 :
il comma 1 dell’articolo 64 del decreto legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, è sostituito dal seguente: ‘1. Ai fini di una migliore qualificazione dei servizi scolastici e di una piena valorizzazione professionale del personale docente, a decorrere dall’anno scolastico 2019/2020 sono adottati interventi e misure volti a diminuire gradualmente di un punto il rapporto alunni/docente, da realizzare comunque entro l’anno scolastico 2022/ 2023‘.
articolo 2, comma 1 :
1. Entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, il Governo provvede ad apportare modifiche al decreto del Presidente della Repubblica 20 marzo 2009, n. 81, ai fini di prevedere nuovi criteri per la formazione delle classi nelle scuole di ogni ordine e grado, nel rispetto dei seguenti princìpi:
  • a) prevedere che la dotazione organica complessiva definita annualmente sia a livello nazionale che per ambiti regionali si basi, altresì, sulla distribuzione degli alunni nelle classi e nei plessi diminuendo il rapporto medio, a livello nazionale, alunni/ classe di 0,40, da realizzare nel triennio 2019-2021;
  • b) prevedere il divieto di costituire le classi iniziali delle scuole e degli istituti di ogni ordine e grado, comprese le sezioni della scuola dell’infanzia, con un numero di alunni superiore a 22, elevabile fino a 23 qualora residuino resti;
  • c) prevedere l’obbligo di costituire le classi iniziali delle scuole e degli istituti di ogni ordine e grado, anche dell’infanzia, con non più di 20 alunni nel caso accolgano alunni con disabilità;
  • d) prevedere l’obbligo di formare le classi iniziali degli istituti e delle scuole di istruzione secondaria di secondo grado, comprese quelle delle sezioni associate e delle sezioni di diverso indirizzo o specializzazione funzionanti con un solo corso, con un numero di alunni, di norma, non inferiore a 20; 
  • e) prevedere la possibilità di costituire classi iniziali degli istituti e delle scuole di istruzione secondaria di secondo grado articolate in gruppi di diversi indirizzi di studio, purché le classi stesse siano formate da un numero di alunni complessivamente non inferiore a 20.

nella relazione che accompagna il disegno di Legge si dice :

“Nelle scuole secondarie di secondo grado  è attualmente possibile comporre classi di 33 alunni; se poi si tiene conto della possibilità di derogare fino al 10 per cento al numero massimo degli alunni per classe, prevista dall’articolo 4, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica n. 81 del 2009, è facile comprendere come ad oggi sia legittimo e pienamente conforme alla legge comporre sezioni con ben 36 alunni”.

“Rivedere il rapporto alunni/docente – si legge ancora nella relazione – inciderebbe molto positivamente sulla qualità della didattica poiché avere meno studenti da seguire permetterebbe al docente di dedicarsi individualmente con maggiori attenzione e solerzia ai suoi allievi. Oltre a pregiudicare la formazione degli alunni, il fenomeno delle classi pollaio non consente infatti la piena integrazione dei ragazzi disabili”.

 



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