Decreti delegati sulla scuola, attenzione a quello che potrebbe succedere

Nuove nubi si affacciano all’orizzonte, perché il governo intende presentare a breve in parlamento un disegno di legge con cui intende chiedere a breve una serie di deleghe anche in tema di istruzione. Una volta approvata, questa legge, consentirà un intervento legislativo sulla scuola senza avere una discussione parlamentare.

E il governo Conte avrebbe l’intenzione di intervenire per:

  1. razionalizzare anche attraverso fusioni o soppressioni gli enti preposti alla valutazione di scuola e università (quindi Invalsi, Anvur, ecc);
  2. ridurre il numero dei componenti degli organi collegiali e razionalizzazione dei poteri di vigilanza ministeriale;
  3. rivedere la disciplina degli organi collegiali di scuola anche in rapporto alla ridefinizione di ruolo e responsabilità dei DS;
  4. riallocare i compiti amministrativi in tema di cessazioni, ricostruzioni di carriera ecc non strettamente connessi alla gestione delle singole scuole;
  5. razionalizzare gli ordinamenti didattici scolastici;
  6. riordinare l’attività sportiva studentesca in ogni ciclo di istruzione.

Da quanto abbiamo scritto sopra, risulta evidente che finirebbero nei decreti delegati diversi temi dal fortissimo impatto sulla vita della scuola. Non si può decidere su temi così importanti per gli insegnanti e gli altri lavoratori della scuola senza alcun confronto parlamentare.

Un buon testo può arrivare solo da un confronto serio e continuo su questi temi, gli interventi autoritari hanno fatto finora soprattutto dei danni. Il governo sulla scuola non può procedere con lo strumento della legge delega.



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