Basta con le classi pollaio (ma non ci sono i soldi)

Il nove gennaio è stato depositato un progetto di legge che riporta la firma di Lucia Azzolina e di 12 suoi colleghi pentastellati (tra di loro c’è anche il presidente della commissione Cultura alla Camera Luigi Gallo). L’obiettivo è quello di eliminare le classi sovraffollate – quelle che vengono chiamate classi pollaio.

Questo risultato si vorrebbe raggiungere attraverso la diminuzione di un punto del rapporto alunni/docente entro il 2022/2023 (quello che la cosidetta riforma Gelmini aveva fatto passare da 8,94 del 2008 al 9,94 del 2012). Il costo dell’operazione secondo i promotori del progetto di legge sarebbe pari a 338,5 milioni nel 2019, 1,18 miliardi nel 2020, 1,715 miliardi  nel 2021 e 2,13 miliardi nel 2022.

Proprio sul versante dei costi hanno attaccato le opposizioni durante la discussione del provvedimento in commissione Cultura. Secondo Valentina Aprea (Forza Italia) “il provvedimento non ha nessuna speranza di essere approvato, considerato che il suo onere finanziario è molto consistente e che la legge di bilancio appena licenziata dal Parlamento ha previsto consistenti tagli al settore dell’istruzione nel prossimo triennio”.  Anna Ascani (PD) considera la proposta di legge condivisibile ma “impossibile da attuare”, una modo per manifestare “buone intenzioni destinate a scontrarsi con la realtà dei conti pubblici”.

Vedremo cosa succederà. Chiudiamo ricordando che il record di affollamento medio riguardano la Lombardia: 23,1 bambini in media per aula della materna, e 27 studenti in medi per la prima classe dei licei scientifici ad indirizzo sportivo…



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