Tfa sostegno, le prove di accesso


Le prove di accesso saranno predisposte dalle singole università, e dovranno verificare:

  • la capacità di argomentazione e il corretto uso della lingua del candidato;
  • le competenze didattiche (diversificate a seconda del grado di scuola);
  • le competenze su empatia ed intelligenza emotiva;
  • le competenze su creatività e pensiero divergente;
  • le competenze organizzative e giuridiche correlate al regime di autonomia delle istituzioni scolastiche.

Le prove di accesso si possono articolare in:

  1. un test preliminare;
  2. una o più prove scritte ovvero pratiche;
  3. una prova orale.

Il decreto del Miur ha disciplinato il test preliminare, che sarà “costituito da 60 quesiti formulati con cinque opzioni di risposta, fra le quali il candidato ne individua una soltanto. Almeno 20 dei predetti quesiti sono volti a verificare le competenze linguistiche e la comprensione dei testi in lingua italiana. La risposta corretta a ogni domanda vale 0,5 punti, la mancata risposta o la risposta errata vale O”. “Il test ha la durata di due ore”.

Al passo successivo della selezione verranno ammessi un numero di candidati pari al doppio dei posti messi a bando dall’università. Il numero potrebbe essere superiore, perché verranno ammessi alla prova scritta i candidati che hanno conseguito lo stesso punteggio dell’ultimo degli ammessi.

Per ognuna delle prove, il voto minimo sarà di 21/30. Alla fine della procedura di accesso, verrà pubblicata una graduatoria sulla base della somma dei punteggi presi in ogni prova. A questi dovranno essere sommati fino a 10 punti per i titoli culturali e professionali del candidato.

Le informazioni contenute in questo post sono tratte essenzialmente dal decreto 30 settembre 2011 su “Criteri e modalità per lo svolgimento dei corsi di formazione per il conseguimento della specializzazione per le attività di sostegno, ai sensi degli articoli 5 e 13 del decreto 10 settembre 2010, n. 249”.



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