Regionalizzazione della scuola, gli esempi delle province autonome

Manca poco al 15 febbraio. Da questa data dovrebbe partire la “regionalizzazione differenziata”. Nel mondo della scuola sta comprensibilmente aumentando la preoccupazione, nonostante i presunti benefici che stanno spacciando i fautori di questa riforma. Si parla in particolare dei possibili aumenti stipendiali che alcune regioni potrebbero garantire, mettendo ulteriori risorse a disposizione con la contrattazione integrativa.

Il passaggio alle regioni di nuove funzioni dovrebbe accompagnarsi a dei rilevanti trasferimenti finanziari, e con questo si correrebbe il rischio di creare dei sistemi scolastici di serie A ed altri di serie B. Nelle regioni a statuto straordinario vanno dal 70 al 90% delle imposte percepite in loco, senza doversi preoccupare di pagare gli stipendi della scuola. Bisogna capire cosa succederà in Veneto e Lombardia per quanto riguarda i trasferimenti.

Sul tema degli stipendi chiudo ricordando che gli insegnanti delle superiori in Trentino hanno stipendi che vanno per i diplomati dai 1.800 ai 2.750 euro, mentre per i laureati la forbice è tra i 1.950 e i 3.050 euro.



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