Cosa succede al supplente, se il titolare rientra dopo il 30 aprile

Cosa succede se la o il titolare di una cattedra rientra in servizio dopo il 30 aprile (dopo essere stato assente per buona parte dell’anno scolastico)? A guidarci in materia è l’articolo 37 del CCNL del 2007. Stabilisce “al fine di garantire la continuità didattica, il personale docente che sia stato assente, con diritto alla conservazione del posto, per un periodo non inferiore a centocinquanta giorni continuativi nell’anno scolastico, ivi compresi i periodi di sospensione dell’attività didattica, e rientri in servizio dopo il 30 aprile, è impiegato nella scuola sede di servizio in supplenze o nello svolgimento di interventi didattici ed educativi integrativi e di altri compiti connessi con il funzionamento della scuola medesima. Per le medesime ragioni di continuità didattica il supplente titolare che rientra dopo il 30 aprile è mantenuto in servizio per gli scrutini e le valutazioni finali. Il predetto periodo di centocinquanta giorni è ridotto a novanta nel caso di docenti delle classi terminali”.

Quindi se l’insegnante si è assentato per almeno 150 giorni (compresi i periodi di vacanza e i sabati e le domeniche) e rientra in servizio, per esempio, il 12 maggio, il suo supplente avrà diritto a restare in servizio fino agli scrutini ed alle valutazioni finali, mentre il titolare della cattedra verrà utilizzato per supplenze ed in altri compiti connessi. E tutto questo viene fatto per garantire la continuità didattica agli alunni.



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