Studenti con DSA + 163,4% per disgrafia. Record certificazioni in Val d’Aosta e Liguria

Il MIUR  ha comunicato un approfondimento statistico sugli studenti con Dsa nelle scuole statali, paritarie e non paritarie riferito all’anno scolastico 2017/2018 .

da questo approfondimento si rileva che , negli ultimi anni, è cresciuto costantemente il numero degli studenti con disturbi di apprendimento , dallo 0,7% del 2010/2011 al 3,2 % del 2017/2018 .

Il record delle certificazioni  è  per la la disgrafia da 30 mila a 79 mila 261 con un incremento del 163,4 %, seguono la discalculia da 33.257 a 86.645 con un incremento del 160,5 %.e la dislessia   : da 94 mila a 177 mila , quindi con una crescita dell’88,7%

Gli alunni con DSA per ordine di scuola

Entrando nel dettaglio degli ordini di scuola, nella scuola primaria la percentuale di alunni con DSA sul totale degli alunni frequentanti si attesta, nell’anno scolastico 2017/2018, intorno al 2%, per la scuola secondaria di I grado al 5,6% e per la scuola secondaria di II grado al 4,7%. Per la scuola dell’infanzia sono 1.717 i bambini per i quali è stato riconosciuto un rischio di disturbo di apprendimento nell’anno scolastico 2017/2018, sul totale dei bambini frequentanti rappresentano appena lo 0,12%.

La diffusione territoriale

Da un punto di vista territoriale, le certificazioni di disturbi specifici di apprendimento vengono rilasciate in misura maggiore nelle regioni del Nord-Ovest in cui la percentuale di alunni con DSA sul totale dei frequentanti è pari al 4,8%. Tale percentuale è elevata anche nelle regioni del Centro e del Nord-Est:

mediamente si ha una quota di alunni con DSA sul totale alunni rispettivamente pari, nell’anno scolastico 2017/2018, al 3,9% e al 3,6%.

Colpisce come per le regioni del Mezzogiorno tale percentuale sia nettamente più contenuta, pari in media all’1,6%.

Tra le singole regioni, i valori più elevati si rintracciano in Valle d’Aosta e Liguria, con il 5,1% di alunni con disturbi specifici di apprendimento sul totale alunni frequentanti, in Piemonte con il 4,8% e in Lombardia con il 4,7%.

Per contro le percentuali più contenute sono presenti in Calabria, Campania e Sicilia, rispettivamente con lo 0,8%, l’1% e l’1,3%



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