Recalcati : ” Insegnanti non scendete dalla cattedra “

 

” Non erano necessari i risultati degli ultimi INVALSI per constatare il declino del livello di apprendimento”.

Così esordisce in un articolo di “la Repubblica ” di oggi lo psicanalista ,  Massimo Recalcati.

Riconosce la necessità di difendere lo studio della storia , ma il primo passo da compiere per invertire questi risultati e la preferenza degli studenti , attualmente , per i ” pensieri twitter “, lo zapping continuo e’ educarli a ” farsi allievi”

Quello di apprendere quello che si ignora è uno sforzo , ma questo sforzo , oggi , viene rigettato ” in nome di un accesso spensierato al mondo “.

” La presenza   sempre costante  della connessione impedisce l’ esperienza dell’ assenza e del vuoto che , invece , e ‘ essenziale  per la genesi del pensiero.

Se si prova a staccare un ragazzo dai suoi vari strumenti tecnologici , questa manovra viene vissuta ” come uno svezzamento brutale” con conseguente angoscia e relativo rigetto .

Eppure è questa la strada per la formazione.” L’ educazione alla lettura del libro è la pietra angolare della scuola. Questo però comporta l’ emancipazione da criteri di valutazione rigidamente quantitativi nei quali ricade fatalmente  anche il paradigma INVALSI”.

L’ educazione alla lettura è il fondamento a cui non si può rinunciare , ma che oggi tendiamo a dimenticare per le illusioni scientiste che hanno spinto la scuola alla aziendalizzazione spinta che termini economicistici ( debiti , crediti , ecc ) rivela appieno per adottare una ” neolingua” che ha smarrito ogni spessore enigmatico.

“Gli insegnanti dovrebbero  difendere il carattere epico della parola.” 

“Se la scuola non recupererà la forza della parola e la sua Legge , resterà mutilata nel suo fondamento”.

Ecco perché Recalcati , consapevole di poter essere definito anacronistico , preferisce il modello novecentesco della lezione frontale o ex cathedra.

Secondo lui , ma non solo secondo lui , è la testimonianza del docente e della sua parola che può accendere o spegnere il desiderio della conoscenza negli allievi.

L’ articolo termina con questa constatazione : ” Non c’è educazione alla lettura , se non c’ è la parola di un maestro. Ecco un’ altra semplice verità che l’ iper-cognitivizzazione attuale del sapere rimuove .”



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