Le cause di licenziamento: lo scarso rendimento (prima parte)


Lo sapete, chi lavora nel mondo della scuola può essere licenziato. Finora però i numeri sono minimi. A seguito del Decreto Brunetta, i docenti possono essere licenziati perché soggetti alla legislazione speciale prevista dal Testo Unico dell’Istruzione ed alla normativa generale che disciplina la materia del pubblico impiego.

Le motivazioni che possono condurre al licenziamento sono diverse, ma si possono ricondurre complessivamente a tre categorie:

  1. licenziamento per scarso rendimento protratto;
  2. licenziamento per mancato superamento del periodo di prova;
  3. licenziamento per motivi disciplinari;

Il primo dei tre casi che abbiamo indicato può essere a sua volta distinto in due tipologie: lo scarso rendimento per incapacità professionale oppure lo scarso rendimento per motivi di salute. La prima tipologia è una situazione rarissima (anche perché è molto difficile riuscire a dimostrare l’incapacità professionale). La procedura del licenziamento per questa tipologia di scarso rendimento dovrebbe essere attivata dal dirigente scolastico con una segnalazione all’Ufficio scolastico regionale.

Fatto questo l’incapacità professionale dovrebbe essere verificata dall’intervento di un ispettore. Se dovesse accertare tale incapacità professionale dovrebbe scattare il licenziamento. La competenza di questo provvedimento è dell’ufficio procedimenti disciplinari dell’Ufficio scolastico regionale.

Anche la procedura di licenziamento per scarso rendimento deve essere attivata da un dirigente scolastico, in questo caso però deve richiedere l’intervento di una commissione medica che deve appurare lo stato di salute del docente e la sua inidoneità all’insegnamento (anche in questo caso l’iter è complesso).

 



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