Corsa ai supplenti, si rischia l’infrazione Ue

Ne abbiamo scritto diverse volte, in questi giorni. Quest’anno rischia di stabilire nuovi record in termini di supplenze. Dalle prime stime di 170.000 cattedre attribuite ad insegnanti assunti a tempo determinato, si arriva ad immaginare che nell’anno scolastico si arrivi a mettere sotto contratto fino a 200.000 supplenti.

E ora c’è anche chi paventa che si possa arrivare all’apertura di una procedura di infrazione con l’Unione Europea per l’abuso del ricorso a precari con più di 36 mesi di servizio nella scuola pubblica.

Difficile – se non impossibile – che si possa uscire da questa situazione. Almeno fino a quando la politica ed il Miur non riusciranno a porre fine alla loro cronica incapacità di programmazione.

Bisogna riprogettare il sistema di immissioni in ruolo. Oggi c’è un sistema che prevede assunzioni per il 50% dalle Graduatorie ad Esaurimento (GaE), e per l’altra metà dai concorsi. Sul tema basta dire che tra il 1999 ed il 2012 non ci sono state selezioni ordinarie, e le procedure annunciate a più riprese dall’ex-ministro Marco Bussetti, non sono mai partite. Intanto un numero sempre maggiore di GaE non contengono più nominativi.



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